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2009 set 29
Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni

Quando si parla del Gatto Certosino storia e leggenda si intrecciano e si confondono facendo intravedere lontani scenari dove cavalieri dalle lucenti armature erano impegnati non solo nella difesa del Santo Sepolcro o nella salvaguardia del Sacro Graal, ma forse anche in quella di questo splendido animale al quale la rustica ed essenziale bellezza ed il temperamento di grande dignità e riservatezza conferiscono un fascino misterioso, quasi magico. Un gatto, dunque, molto antico, che da quei lontani scenari approderà definitivamente in Francia, dove acquisterà nazionalità e fama diventandone un simbolo famoso quanto la Marianne o la Tour Eiffel.
In Italia il Certosino è stato introdotto da un valente pittore bolognese di fama internazionale, che, stranamente, sia per il carattere che per l’atmosfera rarefatta e misteriosamente sospesa che riesce a far trasparire dai suoi quadri, sembra essere l’incarnazione di uno di quegli antichi cavalieri. Nelle sue raffinatissime pennellate dominano le infinite varietà dei grigi e dell’azzurro del manto dei Certosini, mentre dell’incredibile giallo dorato dei loro occhi sono le facciate delle case che sembrano nascondere misteri che potranno essere risolti solo in un’altra dimensione. Il suo nome è Giorgio Tonelli.
Negli anni ’80 con due splendidi esemplari francesi, Cervin de Labelrousse e Corat de Labelrousse, dà vita al primo allevamento italiano per il quale sceglierà un nome magico come la sua anima d’artista, come i suoi quadri, come i Gatti Certosini: “dei Rosa-Croce”!
Ben presto Giorgio Tonelli vede i suoi “Rosa-Croce” applauditi vincitori alle varie Esposizioni Feline, facendo così scattare l’interesse del pubblico verso questa razza fino ad allora pressoché sconosciuta in Italia. In breve tempo parecchie persone imparano da e con Giorgio Tonelli ad amare, ad apprezzare e ad allevare i certosini, così, dopo l’Expo Internazionale di Bologna del 1994, lo appoggiano entusiasticamente nella creazione e fondazione del “Club del Gatto Certosino Italia” che il 21 Dicembre 1994 viene riconosciuto dall’ANFI come unico Club di questa razza al suo interno. Nel 1996 arriva anche il riconoscimento ufficiale della FIFe che lo allinea così a quelli già esistenti in altri Paesi, primo fra tutti il “Club du Chat des Chartreux” fondato a Parigi nel 1984 da Jean Simonnet.
Il “Club del Gatto Certosino Italia” si propone, come da statuto, di operare per la promozione, la tutela, la conoscenza e la diffusione del Gatto Certosino, nonché di incoraggiarne l’allevamento ed il miglioramento di razza, di promuovere in tale senso studi e scambi di esperienza con altri Club di razza, ponendosi come punto di riferimento per allevatori e proprietari, di attuare, infine, una mappatura completa dei Gatti Certosini presenti in Italia e di prestare ai soci la massima collaborazione per ciò che concerne lo screening ed il controllo costante delle malattie virali.
L’attuale gruppo dirigente del Club prosegue il suo lavoro nell’ottica del suo fondatore Giorgio Tonelli operando per una sempre maggiore valorizzazione e selezione di questa razza stupenda attraverso un mirato e corretto allevamento. Sono sempre maggiori i successi dei Certosini italiani alle Esposizioni Nazionali ed Internazionali, che li hanno visti molte volte vincitori ai vari Best, il Club invita quindi tutti coloro che ne possiedono uno ad entrare a farne parte per garantire continuità di sviluppo a questo magico felino che Giorgio Tonelli ha giustamente definito: “Così bello da doversi imporre senza alcun fronzolo o contorno perché la sua bellezza è fatta di estrema, francescana semplicità e da diecimila piccoli particolari che insieme formano un quadro perfetto”.

Annamaria Dogliotti-Canevari


Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni

È ormai accertato che il gatto è oggi l’animale domestico più diffuso nelle nostre case. Solo in Europa se ne contano più di 40 milioni di esemplari e tra questi l’8% è costituito da gatti di razza, molti dei quali vengono iscritti alle Federazioni Feline dei Paesi di appartenenza dei relativi proprietari ed hanno così modo di partecipare alle varie competizioni feline.
La prima Esposizione Felina si svolse a Londra nel lontano 1871 con una presenza di oltre 300 gatti, per la maggior parte persiani e siamesi. Il successo fu notevole ed i primi catofili furono così stimolati ad organizzare altre mostre ed a riunirsi in associazioni, ma la Prima Guerra Mondiale bloccò, logicamente, per alcuni anni ogni attività in tal senso.
È nei primi anni ’30 che in Italia, a Torino, un giovane e valente medico veterinario, Ermando Bruno, coagula intorno a sé un gruppo di appassionati catofili e con loro dà vita alle prime attività espositive. Nel 1937 fonda la Federazione Felina Italiana (FFI) che promuove le prime rassegne feline nazionali a Torino, Milano e Firenze. Queste mostre erano, allora, espressione dell’interesse di una ristretta cerchia sociale che però si andava pian piano allargando; purtroppo i tragici eventi legati alla Seconda Guerra Mondiale smorzarono gli entusiasmi ed interruppero ogni attività.
Il dottor Bruno, tuttavia, con un piccolo gruppo di amici, non perse le speranze e, a guerra appena ultimata, nel 1946, costituì LEGALMENTE la Federazione Felina Italiana (FFI).
L’immediato decollo fu segnato da una grande mostra allestita, nel 1946, nella splendida cornice dei giardini del Castello Sforzesco di Milano e, nello stesso anno, venne organizzata nel Castello del Valentino la prima “Esposizione Internazionale Felina di Torino” che dava l’avvio al Campionato Italiano. Da quel momento il dottor Bruno, con la sua FFI ormai lanciata in Italia, cominciò a guardare all’Europa. Nel 1949, con una delegazione della FFI, giunse a Parigi dove, unitamente ai delegati della Federazione Felina Francese che si era costituita proprio quell’anno ed a quelli della Federazione Felina Elvetica, fondò il primo Organismo Internazionale finalizzato alla conoscenza, alla diffusione ed al controllo dello sviluppo delle razze feline e delle relative varietà: la Federation Inetrnationale Feline (FIFe).
Ad Italia, Francia e Svizzera si unirono, inizialmente, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca. Attualmente fanno parte della FIFe tutte le nazioni europee alle quali si sono aggiunte Argentina, Australia, Brasile, Malesia, Messico e Singapore.
Con il trascorrere degli anni sorgono qua e là per l’Italia altre associazioni feline quali ad esempio la FIAF e l’AFI, ma soltanto la FFI ottiene, nel 1997, dopo 51 anni di attività a favore ed in difesa dei nostri amici gatti, il riconoscimento ufficiale dello Stato Italiano diventando ASSOCIAZIONE NAZIONALE FELINA ITALIANA (ANFI).
Da quel lontano giorno del 1871 in cui a Londra veniva allestita la prima mostra felina sono sorte nel mondo altre associazioni per le tutela del gatto, come l’Association Feline Canadienne in Canada, la World Cat Federation (W.C.F.) e le due associazioni statunitensi, l’International Cat Association (TICA) e la Cat Fancy Association, fondata nel 1906 ed oggi ritenuta una delle più grandi al mondo.
Tutte le Associazioni oltre ad avere come primo obiettivo la tutela delle varie razze feline, hanno come compito la gestione dei libri genealogici, l’adozione di standard unici, la formazione dei giudici e degli assessori (o steward), la predisposizione dei regolamenti relativi alle esposizioni e l’organizzazione delle stesse.

PAESI CON FEDERAZIONI ASSOCIATE ALLA FIFe

Argentina
Australia
Austria
Bielorussia
Brasile
Croazia
Estonia
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
Gran Bretagna
Islanda
Italia
Lettonia
Liechtenstein
Lituania
Lussemburgo
Malesia
Messico
Norvegia
Olanda
Polonia
Portogallo
Repubblica Ceca
Russia
Slovacchia
Svezia
Singapore
Slovenia
Spagna
Svizzera
Ungheria

Annamaria Dogliotti-Canevari


Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni

Le Esposizioni Feline sono nate per far conoscere al vasto pubblico le varie razze e, andando via via articolandosi nel tempo, oggi, a 130 anni dalla prima mostra allestita a Londra, l’obiettivo primario è stato certamente raggiunto, mentre i tipi di valutazione dei soggetti esposti sono attualmente due: quello tradizionale al quale si attengono le Associazioni aderenti alla FIFe e, praticamente, tutte le cosiddette “libere” e quello all’americana tipico del C.F.A. e della T.I.C.A..
Le principali differenze tra questi due tipi di valutazione consistono nel fatto che, nelle mostre con valutazione tradizionale, i concorrenti sono sottoposti all’esame di un solo giudice che, nella massima riservatezza, stilerà su di un “foglio di rapporto” il giudizio e la qualifica ottenuti dal soggetto.
Con la valutazione all’americana invece, il concorrente si trova all’interno di un’Expo dove viene allestito un certo numero (da 4 a 8) di mostre distinte, svolte contemporaneamente e tenute nei vari “Rings” di giudizio nella sala dove si svolge l’Expo stessa. Ogni gatto può concorrere per ciascuna di queste mostre presieduta da un giudice diverso che commenterà a voce alta, in pubblico, il proprio giudizio secondo lo standard di razza dell’esaminato e gli assegnerà un punteggio che verrà annotato, insieme a quello ottenuto negli altri “Rings”, su di uno speciale “carnet di valutazione” che sarà successivamente spedito negli Stati Uniti dove l’Associazione se ne servirà per stilare il totale dei punti ottenuti dal gatto, durante l’anno, nelle varie mostre. I 20 migliori gatti di ogni categoria fra tutte le razze di tutti i Paesi saranno premiati nel corso di una grande manifestazione annuale.
Anche nelle mostre a valutazione tradizionale il punteggio ed il titolo acquisito vengono valutati in base allo standard di razza, ma il gatto viene presentato ad un solo giudice e gli elementi di valutazione vengono scritti e consegnati a fine gara all’allevatore che li trasmetterà poi alla propria Associazione onde renderli ufficiali.
Va da sé che le Esposizioni a valutazione tradizionale sono assai meno stressanti, sia per il gatto che per il padrone, di quelle all’americana, anche se ultimamente tali competizioni sembrano aver trovato parecchi sostenitori.
In entrambe i tipi di mostre sono ammessi tutti i gatti in possesso di pedigree, mentre da qualche anno, per quelli che ne sono sprovvisti, alcune mostre allestiscono una speciale Sezione per “Gatti di Casa” che, essendo al di fuori di ogni standard, avranno una valutazione basata principalmente dall’impatto estetico ed emotivo che susciteranno nell’animo del giudice.

Annamaria Dogliotti-Canevari


Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni

? Il nome del Gatto Certosino compare per la prima volta nel “Dizionario Universale del Commercio di Storia Naturale e delle Arti e Mestieri” di Savarry de Bruslon edito nel 1723.

? La scrittrice Colette possedeva molti Certosini e della sua prediletta di noma Saha, troviamo una splendida descrizione nel suo libro “La gatta”.

? All’Esposizione del Cat Club di Parigi del 1933 per la prima volta un Certosino si aggiudica il titolo di Campione Internazionale. È una femmina: Mignonne de Guerveur, di proprietà delle sorelle Christine e Susanne Leger alle quali va il merito di avere salvato la razza con una sapiente selezione iniziata nel 1920.

? Il generale De Gaulle affermava di vedere negli occhi del suo Certosino preferito, Ringo de Balmaton, soprannominato Gris – Gris, uno sguardo shakespeariano.

? Nel 1999 le Poste Francesi hanno dedicato un francobollo, del valore di Franchi 2,70, al Gatto Certosino. Vi è raffigurata una mamma col suo cucciolo.

Annamaria Dogliotti-Canevari

2008 set 29
Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni


intervista a Giorgio Tonelli di Marialba Arpa (tratto da “Quattrozampe”)


Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni


Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni


(tratto da “Cani,Gatti & Co.”)


Autore: Gatto Certosino - in: Recensioni