Origini
Nel XVI secolo è fatta menzione di gatti grigi che vivevano in Francia. I primi documenti che si hanno a questo proposito sono in un poema di Du Bellay intitolato “Versi francesi sulla morte di un piccolo gatto” scritto nel 1558. Per la precisione bisogna ricordarsi che questo poema è stato scritto a Roma dove Du Bellay aveva seguito un suo zio cardinale nella speranza di fare fortuna e dove deluso e amareggiato sospirava la Francia. Si era affezionato a un piccolo gatto grigio che grazie al suo carattere è passato alla storia.
Così nel 1558, un francese proprietario di un gatto ” grigio argento” toccato di bianco nella pancia era sorpreso di non vederlo di un grigio uniforme, ” come in Francia si vede nascere”, questo prova che questi gatti erano ben conosciuti in Francia!
Dopo Du Bellay, altri autori indicarono l’esistenza di gatti di colore grigio ma è solo all’inizio del XVIII secolo che compare il nome ” Gatto Certosino” legato ai gatti di questo colore.
E’ nel Dizionario Universale del Commercio di Storia Naturale e delle Arti e Mestieri” di Savarry Des Bruslon, apparso nel 1723, che si fa menzione per la prima volta del nome Gatto Certosino. Si tratta di un’opera tecnica destinata ai commercianti ed è indicato quanto segue:
CERTOSINO – nome volgare di un gatto che ha il pelo grigio, la cui pelliccia è commercializzata da pellicciai.
In seguito ” La grande Enciclopedia ” apparsa nel 1753, porta all’articolo Certosini, la seguente definizione:
CERTOSINO – gatto il cui pelo è di un grigio cenere tendente al blu. E’ uno dei peli di cui i pellicciai commerciano e che vengono utilizzati per fare pellicce.
Infine ” Il Dizionario Ragionato Universale degli Animali” apparso nel 1759 ci indica: “chiamano a Parigi Gatti Certosini quelli che sono interamente di colore cenere”.
E’ possibile quindi che esistesse in Francia ed in particolare a Parigi un allevamento di Gatti Certosini utilizzati sia come cibo sia per la pelliccia.
Nella stessa epoca il Gatto Certosino viene descritto dal grande naturalista Buffon come una razza di gatti diversa sia dal gatto europeo sia dal gatto d’Angora. La descrizione è lunga e minuziosa.
L’ opera di Buffon comprende delle riproduzioni di Gatti Certosini. La riproduzione dedicata al Gatto Certosino che compare con quelle raffiguranti le altre razze di gatti, mostra un animale un pò più corto del gatto domestico con una testa a naso diritto e senza stop, con un pelo un po’ più lungo e lanoso di quello del gatto domestico , la coda portata diritta e appuntita all’estremità.
Nell’edizione del 1832 le riproduzioni sono a colori.
Il Gatto Certosino è di un grigio blu ardesia intenso, l’occhio giallo.
Dopo Buffon troviamo delle numerose descrizioni del Gatto Certosino in tutte le opere concernenti le Scienze Naturali.
L’ animale continuava a vivere in Francia e ad essere utilizzato per la pelletteria, poiché il Dottor Beauregard nel suo libro “Nos Betes ” apparso nel 1896 scrive: “dopo la sua morte la sua pelliccia è utilizzata in diverse maniere quella del Gatto Certosino è venduta come petit gris.
Rasato e tinto è venduto come pelliccia di lontra
Fortunatamente all’inizio del xx secolo si comincia a parlare del Gatto Certosino per motivi meno utilitari e si comincia ad allevare il Certosino come gatto da compagnia.
Colette, la scrittrice, possedeva molti Certosini e fece di uno dei suoi gatti, ” Saha”, l’eroina del suo libro “La gatta”, dove le consacra qualche superba descrizione.
Si pone ora la questione di sapere da dove viene il nome Gatto Certosino.
Nel 1972 avevo posto la domanda al Priore della Grande Chartreuse, che aveva avuto la gentilezza di rispondermi quanto segue. Anticamente la lana del nostro vestito era mista a pelo di capra, questo rendeva il nostro vestito più sobrio e più rozzo; ma il colore ottenuto non era sicuramente il grigio blu ne ancor meno la tinta lavanda dei gatti certosini quale quella descritta attualmente. Noi non abbiamo mai avuto delle Certose o delle istituzioni qualunque al Capo di Buona Speranza.
Si vede dunque che il nome dei Gatti Certosini non proviene da una analogia con l’abito dei Monaci delle Certose che è di un colore bianco sporco e inoltre non erano mai stati allevati dagli stessi Monaci.
Il nome potrebbe provenire dal fatto che questi gatti erano particolarmente numerosi in vicinanza di una Certosa, come per esempio quella dei giardini del Lussemburgo a Parigi.
Tuttavia l’opera di Savary des Bruslon già citata ci suggerisce un’altra spiegazione.
Precisamente all’epoca in cui è apparso il nome Gatto Certosino si chiamava “Pile de Chartreux” o meglio lana di Certosino, una specie di lana che veniva dalla Spagna e famosa per la sua eccellente qualità. All’epoca dunque le lane più ricercate erano le lane spagnole di cui una portava il nome di Pile di Chartreux. Del resto i pellettieri facevano commercio di pelle di gatto specialmente di quelle dei gatti che finirono chiamati certosini.
E’ dunque possibile che la pelliccia di questi gatti, utilizzata per le stesse caratteristiche della lana, quali la morbidezza e la sua lanosità, abbia preso il nome” Chartreux” , e che da quest’ultima sia derivato il nome dei gatti.
E’ semplicemente la forma blu dell’europeo o ha un’altra origine?
Le caratteristiche fisiche e caratteriali del Gatto Certosino lo differenziano nettamente dall’Europeo:
innanzitutto il suo pelo molto fine, molto fitto si solleva leggermente in ragione dello spessore del sottopelo e questo dona un aspetto leggermente lanoso che non hanno mai i gatti europei; poi il naso diritto senza stop, in rapporto al naso dell’europeo molto variabile, le orecchie piazzate più in alto sulla testa e un po’ più alte alla base di quelle dell’europeo e poco pelose; gli occhi giallo carico color cuoio intenso, mentre il gatto europeo presenta tutta una gamma di differenti colori di occhi.
Il corpo è robusto e muscoloso con il petto largo soprattutto nei maschi, mentre gli europei presentano tutta una gamma di forme possibili che vanno dal gatto tozzo al gatto molto lungo e dinoccolato. Il dimorfismo sessuale è più marcato di quello degli europei, i maschi certosini sono molto più robusti delle femmine, hanno guance più evidenti delle femmine soprattutto quando diventano adulti verso i due o tre anni.
Il carattere dei gatti certosini è dolce e carezzevole. Miagolano assai poco e molto piano. E’ molto meno rumoroso dell’europeo.
Si può dunque vedere che il Gatto Certosino differisce sensibilmente dal gatto europeo. Sembra dunque che l’origine del gatto certosino sia distinta da quella dell’europeo.
E’ verosimilmente un gatto che è arrivato dall’oriente grazie alle vie commerciali aperte dai Crociati.
Aldovrandi, ha descritto nel XVI secolo un gatto di colore grigio cenere originario della Siria da cui prendeva il suo nome. Scrive quanto segue: “Fra tanti e tali numerose varietà di gatti il migliore è quello rigato con una differenza di colori grigio cenere chiaro e scuro, che è originario della Siria. Si lascia facilmente addomesticare ma è sempre pronto a cacciare. In più ha un muso arrotondato, un petto muscoloso, delle forti zampe è vigile e guardia fedele su tutta la casa, si accontenta di poco cibo, sopporta la fame. ”
Due disegni ci mostrano dei gatti grigio blu di cui uno striato blu sul blu e l’altro di un colore quasi uniforme. La rassomiglianza fisica con i gatti certosini è sorprendente.
Sembra dunque che il nostro gatto certosino venga dal Medio Oriente e probabilmente dalle regioni montagnose, da qui la sua pelliccia lanosa, e che in seguito si sia adattato in Francia in isole sperdute dove può essere stato allevato a fini utilitari
Eva Wieland-Schilla – Giudice Internazionale FIFe
