VIVERE ASSIEME AI NOSTRI GATTI
E’ con il raggiungimento della maturità sessuale, che per le razze a pelo corto, tra cui il Certosino, avviene verso i sei/sette mesi, che il maschio e la femmina sentono il desiderio di accoppiarsi. Quest’istinto del tutto naturale, è influenzato dall’allungarsi delle giornate. Più ore di luce pare inneschino quei processi ormonali che sono all’origine del “calore” o estro nelle gatte. La produzione di feromoni negli animali, come nei nostri felini, durante l’estro segnala la presenza di una gatta disponibile all’accoppiamento e di un maschio maturo.
Per i proprietari dei gatti è a questo punto che sorge il dilemma se programmare una cucciolata oppure sterilizzare il micio. Non prendere una decisione e rimandare per molto tempo una delle due soluzioni significa fare soffrire inutilmente i nostri animali.
Occorre ricordare che lo sviluppo del Certosino ha tempi piuttosto lunghi. Infatti, secondo il Simonet che ha studiato attentamente la razza e la sua selezione, un soggetto completa il suo sviluppo intorno ai 2/3 anni. Quindi, senza aspettare fino a quell’età, è consigliabile non fare accoppiare una gatta prima di un anno, un anno e mezzo. E’ facilissimo accorgersi quando una gatta è nella stagione degli amori: si rotola per terra, manifesta maggiore bisogno d’affetto e talvolta “sporcherà” fuori della lettiera. Il maschio “prescelto” potrà restare con la femmina almeno per tre, cinque giorni, per essere ragionevolmente sicuri che la gatta sia stata fecondata.
La gravidanza di una gatta, dura mediamente 62/65 giorni. Dopo i primi 15/20 giorni dall’accoppiamento si comincia a notare un lieve ingrossamento delle mammelle che appaiono un poco più evidenti ed il capezzolo leggermente arrossato. Fino a quel momento la gatta non cambia abitudini ma può anche accadere di vederla tornare “cucciola” e giocare come se niente fosse cambiato… Se fino a questo momento si è mantenuta la stessa dieta, adesso occorre integrarla con un’alimentazione dedicata alle gatte gravide. I feti crescendo, sottraggono energia alla gatta di cui ha gran bisogno. Appena la gatta sarà entrata nelle ultime due settimane di gravidanza, potrebbe avere bisogno d’aiuto per la sua pulizia. Spazzolatela molto delicatamente sull’addome e controllate che i capezzoli siano liberi da residui di pelo, pulendoli se necessario con un po’ d’olio vegetale. Controllate anche che la zona anale sia pulita, perché spesso il “pancione” non le consente arrivare con la stessa facilità a pulirsi da sola. Eventualmente fatele delle spugnature giornaliere con acqua tiepida.
Osservate con maggiore attenzione la gatta durante l’ultima settimana di gestazione. La micia è più inquieta, cerca un posto in cui dare alla luce i suoi cuccioli. A volte non vuole proprio sentire ragione e vorrebbe, magari una bella cuccia tra i nostri maglioni… Con pazienza, ma fermezza offritele delle alternative. Ad esempio anche una scatola di cartone, in cui possa nascondersi e sentirsi protetta e sicura. Qui gioca un ruolo atavico l’istinto. Infatti, le gatte che vivono libere in natura, scelgono con molta attenzione il luogo dove partorire, perché sono sempre in agguato i maschi adulti. Non è infrequente che questi, una volta trovata la tana, uccidano i cuccioli perché la gatta ritorni in estro ed essi possano, accoppiandosi con lei, assicurarsi di tramandare il loro patrimonio genetico. Alcuni proprietari di Certosini, raccontano che nei giorni precedenti il parto, le gatte si dimostrino molto attaccate a loro e ricerchino più del solito la presenza dell’umano. E’ un segno inequivocabile che il parto è vicino. Cercate d’essere presenti al momento del parto di una primipara. In genere le gatte sanno cosa fare, ma a volte non è così e possono sorgere delle complicazioni.
La gatta si sdraia su di un fianco, inizia ad ansimare, ha delle perdite vaginali, ed a volte fa le fusa. Questa condizione può durare fino ad un massimo di sei ore. Seguono le contrazioni, e le spinte. E’ evidente che la gatta soffre. Se entro 30 minuti il gattino non è nato, contattate il veterinario. Assicuratevi che il vostro veterinario di fiducia sia reperibile al momento del parto. In una situazione normale nascerà il primo gattino in 15-30 minuti avvolto nella sua membrana. Appena nato la gatta lo lecca con vigore per ripulirlo e stimolare la respirazione. Espelle la placenta e la mangia. Taglia con i denti il cordone ombelicale. A volte dopo due o tre gattini, la gatta prenderà un po’ di respiro ma riprenderà poco più tardi il parto. I nuovi nati possono aver bisogno di aiuto per trovare la mammella. Avvicinateli delicatamente all’addome e incoraggiatelo a succhiare il più presto possibile. Una cucciolata media è composta da tre, sei gattini ed il travaglio può durare alcune ore. Se la gatta dà segni di stanchezza sostenetela con un po’ di latte o del suo cibo preferito. Una volta che il parto è finito è bellissimo vedere quanta dedizione metta la gatta nel prendersi cura dei suoi cuccioli!!
Mattetele vicino le due ciotole con il cibo e l’acqua. La gatta è molto riluttante a lasciare i suoi piccolini. Questi, una volta trovato il capezzolo, iniziano a succhiare il primo latte ricco di nutrienti, colostro ed anticorpi che li proteggono dalle infezioni. Se il gattino è irrequieto e piange spesso può significare che il latte non è sufficiente. In questo caso consultate il veterinario. Durante i giorni immediatamente successivi al parto, la gatta ha delle perdite ematiche vaginali, che sono segno dell’assestamento del corpo uterino. I gattini nascono con gli occhi chiusi e le orecchie piegate così che non vedono e non sentono. Dopo sette giorni i micetti aprono gli occhi. La nidiata è ancora vulnerabile e indifesa. I cuccioli si stringono tra di loro per cercare sicurezza e calore. Alcuni veterinari, consigliano di effettuate una prima sverminazione a quindici giorni dalla nascita, e ripetere l’operazione al compimento del primo mese di vita.
Verso le tre settimane iniziano ad uscire dal nido ed a esplorare l’ambiente. Si deve iniziare gradualmente lo svezzamento alternando il latte materno con qualche cibo solido. A 10/12 settimane sono svezzati completamente e pronti a lasciare mamma gatta. Il resto alla prossima puntata…
LUCIA DIAFERIA
ALL. DI SINUS IRIDUM
Consulenze specifiche sull’allevamento e la cura del gatto certosino